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Il 2020 non è stato un anno semplice per le coppie che avevano programmato le nozze: con la pandemia, in tanti hanno spostato la cerimonia, per motivi sia pratici che economici. Mentre la situazione speriamo che possa sistemarsi nel corso dell’anno, per chi dirà di sì nei prossimi mesi c’è sempre la possibilità del Bonus matrimonio 2021 concesso dall’INPS.

Mentre si attendono ancora novità riguardo ad altri tipi di sgravi statali per i matrimoni, che potrebbero portare un alleggerimento importante nelle spese per la cerimonia, vediamo insieme in cosa consiste il Bonus matrimonio 2021.

 

Cos’è il Bonus matrimonio 2021?

 

Tempo fa lo si chiamava assegno per congedo matrimoniale: il nome è cambiato con gli anni, ma la sostanza resta. Spetta all’INPS erogarlo e consiste in alcuni giorni di congedo pagato. Possono inoltrare la richiesta alcune categorie di lavoratori: operai, apprendisti, lavoratori a domicilio, marittimi di bassa forza, dipendenti da aziende industriali, artigiane e cooperative.

Persino chi è disoccupato può riceverlo, a patto che dimostri di aver lavorato nei 90 giorni prima del matrimonio e per almeno 15 giorni alle dipendenze sopra elencate. Per saperne di più e conoscere la documentazione richiesta, consultate il portale INPS oppure recatevi presso gli enti di patronato e intermediari.

Quali sono le condizioni per richiederlo?

Oltre a quanto già anticipato, ci sono alcune condizioni di base per richiedere il Bonus matrimonio 2021:

  • la scelta del matrimonio civile o concordatario;
  • un rapporto di lavoro esistente da almeno una settimana;
  • i lavoratori disoccupati devono dimostrare che nei 90 giorni precedenti al matrimonio hanno lavorato per almeno 15 giorni alle dipendenze di aziende industriali, artigiane o cooperative;
  • l’effettiva fruizione del congedo entro 30 giorni dalla data delle nozze.

A quanto ammonta?

Abbiamo già detto che di fatto si tratta di un congedo retribuito, che viene concesso come segue:

  • sette giorni di retribuzione per gli operai e apprendisti. Dalla retribuzione giornaliera si detrae la percentuale a carico del lavoratore pari al 5,54%;
  • sette giornate di guadagno medio giornaliero per i lavoratori a domicilio. Dalla retribuzione giornaliera si detrae la percentuale a carico del lavoratore pari al 5,54%;
  • otto giornate di salario medio giornaliero per i marittimi. Dalla retribuzione giornaliera si detrae la percentuale a carico del lavoratore pari al 5,54%;
  • i giorni di retribuzione che coincidono con quelli previsti dal contratto di lavoro part-time verticale da cui si detrae sempre la percentuale a carico del lavoratore.

Ci saranno altri Bonus matrimonio statali?

In molti se lo stanno chiedendo e forse nuove misure saranno presentate per le imminenti manovre economiche. Nel frattempo alcune regioni italiane si sono già mosse: ad esempio, in Sicilia esiste un bonus matrimoni fino al 20% (fino a 3.000 euro totale) per le coppie che hanno deciso di sposarsi, come racconta il sito PalermoToday. Vi consigliamo quindi di controllare il sito del vostro comune o della vostra provincia per verificare eventuali iniziative locali e provinciali.